Putin ha un nuovo nemico: il WEB! Ed ecco arrivare la legge bavaglio

vladimir-putin.jpgIl blog, inteso come sito internet che ospita opinioni libere su qualsiasi argomento, è il nuovo nemico del Cremlino. Vladimir Putin in persona ha dato il via all’ennesima preparazione dell’ennesima legge che restringa, controlli e censuri tutte le opinioni dissenzienti e dunque fatalmente “pericolose”.

Ostile da sempre al mondo di Internet e preoccupato per la clamorosa diffusione del web in tutto questo sterminato Paese, il Presidente russo resta tuttavia ancorato alla sua mentalità da ex burocrate dei servizi segreti e cerca come sempre una via almeno apparentemente legale per mettere il bavaglio a tutte le voci contrarie. 

Per questo in Russia è cominciato un dibattito che potrebbe apparire normale sulla necessità di regolamentare internet. Una speciale commissione governativa intende proporre entro la fine dell’estate che ogni blog venga equiparato a una testata giornalistica.

Chiunque apra una pagina destinata a libero scambio di opinioni avrà dunque una responsabilità diretta sui loro contenuti e dunque risponderne legalmente. L’idea è presa a prestito dal codice dell’amico Kazakhstan dove il dittatore Nursultan Nazarbaev, di cui si parla molto in Italia in questi giorni, non si fa scrupolo di usare la mano pesante contro ogni forma di informazione non controllata.

Più attenti all’aspetto formale e ai ritorni di immagine negativi, i legislatori russi pensano comunque a una soluzione più moderata che limiti l’obbligo di verifica di ogni informazione solo ai siti che raccolgano più di mille contatti alla settimana. Cifra comunque ridicola in un paese dove internet si diffonde sempre più e dove i blog critici nei confronti del governo hanno un minimo di cinquantamila contatti al giorno. 

L’operazione è poi molto più mirata di quanto possa sembrare. Colpirà per esempio molte testate giornalistiche che usano i blog per lanciare dubbi e pareri negativi senza incappare nelle severissime leggi sui media ufficiali.

Come, per esempio, la liberale Radio Eco di Mosca che sul suo seguitissimo sito ospita una decina di agguerritissimi blogger indipendenti che non ne perdonano una al governo. O il prestigioso quotidiano Kommersant, paludato e rispettoso nell’edizione cartacea, ma durissimo e spregiudicato nella colonnina riservata ai blog del suo sito on line. 

E la stretta potrebbe non finire qui. Parallelamente alla legge sui blog se ne sta preparando una contro la pirateria su Internet e le violazioni del copyright che promette nuove restrizioni e che potrebbe portare a realizzare il vero grande obiettivo del Cremlino: obbligare tutti i social network (Facebook, Twitter ma anche il loro rivale russo V-Kontaktie) a fornire preventivamente alle autorità dati e generalità dei loro abbonati. 

Le proteste sono tante, naturalmente tutte sul web. Il governo procede con cautela ma inesorabilmente. Del resto ci sono ancora i vecchi sistemi alternativi. Aleksej Navalnyj, ad esempio, è diventato famoso per il suo blog RosPil, il più seguito di Russia che denuncia ogni tangente, intrallazzo ed episodio di corruzione della pubblica amministrazione.

La sua popolarità lo ha trasformato in leader delle clamorose proteste di piazza e in potenziale candidato a sindaco di Mosca o , addirittura, alla presidenza della Russia.

In assenza delle leggi ancora in preparazione, si è ripiegato su un metodo ben collaudato: un processo letteralmente inventato, per una storia di presunta corruzione, che si concluderà giovedì con una condanna a sei anni di carcere. 

La controindicazione è che l’arresto di Navalnyj creerà comunque proteste sul web e denunce dei soliti difensori dei diritti umani. Meglio dunque una nuova legge che stronchi i blogger ribelli prima che diventino troppo popolari. [repubblica.it]

Putin ha un nuovo nemico: il WEB! Ed ecco arrivare la legge bavaglioultima modifica: 2013-07-15T16:58:25+02:00da admin
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