L’Enrico furioso. Doppia incazzatura per Letta contro Renzi e Alfano

enrico-letta-incazzato.jpgRenzi si accredita in Europa da leader mentre in Italia i suoi combattono lo scontro finale sulle nuove regole del congresso d’autunno che lo vedrà candidato segretario.

Le ironie sotto banco di chi ama poco il rottamatore, tra le file dei lettiani e bersaniani si sprecano, “chissà cosa avrà detto alla Merkel, se non le ha assicurato che non farà scherzi a Letta e al governo, il suo giro comincia male”, è solo una delle tante battute.  

Del resto, il gelo dei suoi nemici interni, cioé gli uomini dell’ex segretario, e la freddezza con cui dalle parti di Palazzo Chigi viene trattato il road show del sindaco di Firenze è emblematica: il premier, come nel suo stile, non spreca una parola men che meno negativa sulla campagna oltreconfine di Renzi.

Fatto sta che una nota diramata ieri da “ambienti vicini al premier” conteneva un particolare non secondario: è stata la Merkel lo scorso 27 giugno, seduta accanto a Letta alla cena del vertice europeo di Bruxelles, a chiedergli se la visita a Berlino di Renzi potesse costituire un problema, ricevendo un via libera, nessun problema; ma solo “qualche giorno fa” il premier è stato informato direttamente da Renzi del viaggio. Tradotto, Letta lo è venuto a sapere dalla cancelliera che ha avuto “il garbo di interpellarlo” e non da Matteo che lo ha informato a giochi fatti.

Va da sè che dalle parti di Letta si colga una malcelata irritazione per questo tour nelle capitali europee (prossime tappe Parigi e Londra) di un Renzi che si comporta da premier ombra.

Il quale malgrado sia tutelato dalle parole del portavoce della Merkel, “hanno discusso su ciò che l’Europa deve fare per la competitività e l’occupazione”, incassa lo stesso una garbata reprimenda di Marco Meloni, lettiano doc: “Qualcuno non ha capito che lo scopo di questo governo è far sì che chi venga dopo riesca a governare con pienezza di mandato.

Bisogna chiarire che il congresso elegge un segretario perchè il Pd ha già un premier in carica. Ma è positivo che il partito abbia anche un altro leader capace di stare sulla scena internazionale e Renzi questo lo sta facendo per tempo, troppo in anticipo”.

E se il commento più graffiante è quello di Grillo contro «l’ebetino di Firenze in pellegrinaggio dalla Merkel a baciare il sacro anello”, dietro le quinte nel Pd c’è chi nota come ormai i renziani cerchino “sempre l’incidente, sono un partito nel partito, si distinguono su ogni cosa. Ma se sperano in una rapida fine della legislatura fanno male i conti”. [lastampa.it]

Grillo Vs. Renzi: “L’ebetino di Firenze in ginocchio dalla Merkel”

 

Caso Shalabayeva, Letta: “Chi ha sbagliato pagherà”

angelino-alfano.jpg“Faremo piena luce e arriveremo in fondo, anche dal punto di vista delle sanzioni. E dunque chi ha sbagliato ne risponderà”. Enrico Letta lo assicura a Repubblica e si prepara ad affrontare la settimana decisiva per il caso Shalabayeva.

Quella che vedrà il ministro Alfano riferire in Parlamento su quanto realmente accaduto in quei tre maledetti giorni in cui l’Italia decise di impacchettare e restituire una mamma e la sua bambina a un dittatore asiatico.

“Mi aspetto che la relazione del capo della Polizia arrivi prestissimo e sono sicuro — aggiunge il premier — che sarà in linea con quella total disclosure che abbiamo imposto sulla vicenda”.

La preoccupazione ai piani alti del governo è altissima visto che ad essere coinvolto è il ministero guidato dal vicepremier e segretario del Pdl. “Se salta Alfano — ammette con franchezza un ministro del Pd — il governo non resta in piedi”. Il Pdl infatti fa quadrato intorno al titolare dell’Interno. Per questo anche al Quirinale si segue l’evolversi della vicenda con la massima attenzione. 

Venerdì sera, al termine del vertice a palazzo Chigi (con il premier, il capo della Polizia e i ministri coinvolti: Alfano, Bonino, Cancellieri), Letta ha telefonato a Napolitano per informarlo della revoca del decreto di espulsione della signora Shalabayeva e di tutti i passi avviati per provare a chiudere il caso.

L’eco internazionale dello scandalo, le possibili ripercussioni sull’immagine dell’Italia e sulla stabilità del governo stanno comunque creando apprensione nel capo dello Stato. Che ha chiesto di fare in fretta a stabilire responsabilità. 

“Guardate che anche io sono molto arrabbiato”, ha confidato ieri Angelino Alfano ai suoi. Asserragliato nel fortino del Viminale, il ministro dell’Interno si prepara a difendersi con l’unica arma che ha a sua disposizione: l’indagine interna del prefetto Pansa.

“Io ho chiesto una relazione in tempi rapidissimi al capo della Polizia — ha spiegato ieri Alfano ai collaboratori — e in base a quella ricostruzione dei fatti agirò. Voglio parlare con le decisioni”. L’idea è quella di presentarsi al dibattito parlamentare di giovedì con alcune sanzioni già prese e operative. 

Nella speranza che questo basti a placare gli animi e circoscriva l’incendio. In fondo è questo che hanno concordato il premier e il segretario del Pdl, siglando un accordo che finora sembra reggere: mettere il governo al riparo dallo scandalo, approfondire i dettagli della vicenda ma evitando conseguenze politiche. 

Sul caso Shalabayeva lo scontro politico resta acceso. Se Vendola e Grillo presenteranno una mozione di sfiducia individuale contro Alfano, ieri si è fatto sentire Roberto Maroni. Secondo il segretario della Lega “c’è una responsabilità politica o un’omissione molto grave del Governo”. Precisando di parlare “da ex ministro dell’Interno”. [repubblica.it]

L’Enrico furioso. Doppia incazzatura per Letta contro Renzi e Alfanoultima modifica: 2013-07-15T10:11:00+02:00da admin
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