Terremoto (politico) in Giappone: disoccupazione, scandali di governo e proteste contro il nucleare

governatore-tokyo.jpgIl momento è forse il peggiore dal Dopoguerra: tra crisi economica, scandali di governo e manifestazioni anti-nucleariste, il Giappone è vicino a un nuovo terremoto. Anche se questa volta solo politico. L’ultima scossa è arrivata, il 25 ottobre, con le dimissioni del governatore della città di Tokyo, Ishihara Shintaro.

L’80enne, quattro volte governatore della capitale nipponica, ha convocato una conferenza stampa d’urgenza, poi trasformata, come nella migliore tradizione delle sue uscite pubbliche, in uno show personale. «Ho intenzione di tornare al Parlamento nazionale. E voglio farlo insieme ad altri, formando un nuovo partito», ha detto il capopopolo, che nelle ultime settimane è stato estremamente attivo nell’organizzare incontri e consultazioni.

I sondaggi dicono infatti che la fiducia dei giapponesi nell’attuale governo è scesa al 20%, il minimo dell’era post Fukushima. E i politici sono già pronti per le elezioni che, almeno sulla carta, dovrebbero tenersi ad agosto 2013.

PREPARATIVI PER LE ELEZIONI. I due maggiori partiti, il Partito democratico (Pdg) e il Pldg hanno scelto i loro leader. Il primo ha riconfermato la fiducia all’attuale primo ministro Noda Yoshihiko, le cui speranze sono invero assai scarse. Il secondo, invece, ha rispolverato un veterano, già primo ministro nel 2006: Abe Shinzo.

Abe, personaggio politico controverso e, dicono i suoi critici, piuttosto opportunista, ha vinto la nomination da outsider contro il più accreditato Ishihara Nobuteru, figlio proprio dell’ex govenratori di Tokyo Shintaro. Ma le intense frequentazioni del padre – fotografato con Hashimoto Toru, l’astro nascente della politica giapponese, fondatore del Partito per la restaurazione e sindaco di Osaka – potrebbero cambiare le cose.

 

Crisi, corruzione e nucleare: il destino di Noda pare segnato

primo-ministro-giapponese.jpgIl destino di Noda, diventato primo ministro nell’agosto 2011 sulla scia dell’indignazione popolare contro Naoto Kan, giudicato colpevole di omissioni gravi nella gestione dell’emergenza Fukushima, pare insomma scritto. L’ultima tegola sono state le indiscrezioni apparse sul Japan Times che hanno denunciato casi di appropriazione indebita di fondi destinati alla ricostruzione delle aree più colpite dallo tsunami da parte di funzionari pubblici.

DISOCCUPAZIONE OLTRE IL 4%. La ricostruzione doveva essere la molla del riscatto per l’economia del Sol levante, in stagnazione da un decennio e ancora in difficoltà per i postumi del terremoto nel Nordest del Giappone del marzo 2011.

Le previsioni di crescita per il 2012 si sono fermate allo 0,2-0,3%, la produttività delle aziende giapponesi è scesa del 4,3% rispetto al 2011. La disoccupazione, al 4,2%, è ai massimi storici per un Paese che tradizionalmente registra percentuali bassissime.

CONSUMI, TASSA IMPOPOLARE. A peggiorare la situazione dell’attuale governo, poi, sono intervenute scelte impopolari ma probabilmente inevitabili. In primis l’innalzamento della tassa sui consumi, misura tra gli altri invocata dal presidente del Fondo monetario internazionale, e infine varata dopo molte polemiche e mesi di trattative con l’opposizione che dal 2010 ha il controllo della Camera alta del parlamento nazionale giapponese.

PROTESTE SULLE CENTRALI RIATTIVATE. Soprattutto, però, il governo di Noda è sotto attacco continuo sul tema nucleare. La decisione di riattivare due grandi centrali a un anno dal dramma di Fukushima ha scatenato un’ondata di proteste che non accenna a fermarsi. Le manifestazioni no-nuke sotto la residenza-ufficio del primo ministro, nel distretto di Chiyoda a Tokyo, sono un appuntamento fisso del weekend per migliaia di tokyoti. Per bilanciare il premier ha annunciato la strategia Genpatsu zero (nucleare zero) entro il 2040, che mostra però la debolezza di un governo che si contraddice e cambia idea pur di recuperare consensi.

 

Lo scandalo yakuza sul ministro della giustizia Tanaka

ministro-giustizia-giapponese.jpgMa ristabilire la fiducia in Noda e nei suoi ministri sembra una missione impossibile ormai. Non bastasse tutto il resto si sono messi di mezzo anche gli scandali che hanno coinvolto i membri del gabinetto di governo. Il 22 ottobre scorso si è dovuto dimettere Tanaka Keishu, da poco nominato ministro della giustizia e uscito dal terzo rimpasto di governo in poco meno di un anno e mezzo.

La settimana precedente, il settimanale scandalistico Shukan Shincho aveva pubblicato un articolo che aveva denunciato le «relazioni pericolose» del 74enne ministro con una boryokudan – nome usato a livello ufficiale per la yakuza, la potente mafia giapponese – della città di Yokohama, vicino Tokyo.

ANCHE FINANZIAMENTI ILLECITI. Il fatto risalirebbe a 30 anni fa, quando Tanaka tenne un discorso di ringraziamento durante un ricevimento organizzato dal capo di un gruppo criminale legato a una delle famiglie yakuza più potenti del Giappone. Apparentemente Tanaka seppe solo più tardi che il suo ospite era affiliato a una boryokudan. Ma, più di recente, sono stati scoperti finanziamenti illeciti a suo carico e provenienti da un imprenditore cinese.

POLITICI SENZA NERBO. Il capo segretario di gabinetto – carica assimilabile al sottosegretario alla Presidenza del consiglio italiano – aveva dichiarato a stretto giro: «I politici, in linea generale, sono responsabili delle loro decisioni in termini di adeguatezza delle proprie relazioni personali o attività politiche».

Ma i politici giapponesi, da molto tempo, sembrano volersi assumere ben poche responsabilità. Soprattutto nei confronti di una popolazione che continua a cercare un governo efficace ed efficiente, e molto delusa dalla politica dei partiti. Il momento è critico. Riforme, ripresa economica e sicurezza nazionale saranno il prossimo terreno di scontro politico. [Fonte].

Terremoto (politico) in Giappone: disoccupazione, scandali di governo e proteste contro il nucleareultima modifica: 2012-10-29T09:52:08+01:00da admin
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